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Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Il Cioccolato che fa Bene - David Wolfe, Shazzie

giovedì 28 marzo 2013

Non voglio mettere in ordine!


Non voglio mettere in ordine! Piagnucoleva Giacomino. 
Nel salotto c’era un disastro di giochi, colori e fogli di carta colorati per metà, il tutto sparpagliato accuratamente. 
La giornata era stata particolarmente divertente: prima Giacomino di buona mattina aveva giocato con le macchinine, facendole correre per strade e autostrade immaginarie attorno alle poltrone e al divano; poi stanco per tutti quei chilometri, aveva pensato di ritagliare delle forme di carta da un quaderno, colorato e incollato; poi le costruzioni avevano dato l’opportunità a Giacomino di cimentarsi nella costruzione di un grande condominio!
Adesso era quasi l’ora di andare a letto, Giacomino già infilato nel suo caldo pigiamino, con i dentini appena lavati, si trascinava per il salotto inventando mille scuse per non riordinare il gran disordine.
La Mamma insisteva, e Giacomino non voleva saperne. 
Allora alla Mamma venne un idea! 
- Che ne dici Giacomino se lasciamo tutti i giochi così in disordine e prima di andare a letto facciamo un bel gioco? 
Siii! Questa si che è una bella idea. Disse Giacomino improvvisamente rianimato!
- Dunque il gioco è semplicissimo: noi siamo dei pirati - disse la Mamma saltando sul divano e raccogliendo le gambe in modo da non toccare terra - abbiamo appena astato un galeone pieno di tesori, e adesso dalla nostra nave dobbiamo raccogliere tutti i tesori senza cadere in acqua!
- Siii!!!! - Giacomino saltò tutto felice sulla sua nave pirata, legandosi un fazzoletto a mo’ di bandana sulla testa, e iniziò a pescare tutti i tesori! Le macchinine diventavano improvvisamente delle pietre preziose, e venivano riposte nel forziere delle pietre. I colori erano barre d’oro e d’argento e accuratamente messe nei bauli, i fogli mappe di tesori nascosti e le costruzioni monete e gioielli da non perdere assolutamente!
Come due bravi pirati, senza nemmeno bagnarsi un pochino, dalla loro nave-divano in un batter d’occhio avevano raccolto ogni giocattolo-tesoro!
Alla fine Mamma disse: - Adesso tocca al mio tesoro più grande! - Prese in braccio Giacomino e lo accompagnò nel suo lettino. Dopo un bel bacio e un pochino di coccole Giacomino si addormentò felice.

mercoledì 27 marzo 2013

Il Pipistrello Colorato

C'era una volta un Pipistrello tutto nero che viveva tutto solo in una caverna umida e buia. 
Usciva solo di notte, come fanno tutti i pipistrelli, per un bel voletto, per uno spuntino notturno a base di zanzare e insettini vari... golosissimi! 
Molte volte incontrava altri uccelli che volavano nel cielo o appollaiati su qualche alto albero. Il più simpatico di tutti era un Gufo, dall'aria molto colta con cui era sempre bello fermarsi a chiacchierare. Parlavano di tutto: della pozza d'acqua sempre troppo affollata, dei rami dell'albero che con la fine della primavera erano tutti pieni di foglie, dei piccoli dell'acquila che viveva sul costone della montagna che stavano diventando grandi con le loro belle piumette colorate!
E fu proprio su questo punto che in nostro pipistrello si incuriosì molto, già perché Pipistrello usciva solo di notte e così non si era mai accorto che c'erano degli uccelli con le piume colorate.
"... si si ... - diceva il Gufo - ci sono degli uccelli che hanno le piume di tutti i colori, bellissimi da vedere".
Incredibile!  Pipistrello non poteva crederci, doveva assolutamente vederli!
Così tornò subito alla sua caverna con l'idea di dormire solo un pochino e di svegliarsi con i raggi del sole per vedere se Gufo diceva il vero su quella storia  delle piume colorate.
L'idea di uscire dalla caverna con il sole non lo allettava molto, perché così gli avevano insegnato fin da piccolo, che il sole rovina la pelle e che si mangia solo di notte. Già i pipistrelli sono parecchio strani!
Così alle 9 di mattina, con il sole bello alto nel cielo e splendente di luce decise di farsi coraggio e uscì dalla caverna. Appena fuori fu innondato da tutta quella luce e gli ci vollero alcuni minuti sbattendo gli occhietti per abituarcisi, ma poi quale non fu la sua sorpresa quando vide uno splendido uccello, grande e magnificamente dipinto!
Che cosa incredibile, che meraviglia! 
Pipistrello tornò alla sua caverna pieno di ammirazione, si appese al soffitto della sua grotta e si addormentò. Mentre dormiva sognò di essere colorato come il pappagallo che aveva visto, che meraviglia...
E così quando si svegliò, al tramonto come sempre, decise di dipingersi! Raccolse il polline di alcuni fiori, e alcune follie, pestò per bene il tutto e si spalmò la pelle di questo impasto colorato. 
Per la verità il risultato fu solo di passare dal nero scuro al un grigio rosato, ma il desiderio del colore era così tanto forte nel pipistrello che guardandosi nello specchio d'acqua a lui sembrava di essere davvero meraviglioso come il pappagallo!
Pipistrello era felice!
Perché a volte per soddisfare i desideri non è necessario un grande sforzo, ma solamente un pochino di fantasia!



martedì 26 marzo 2013

Cavalluccio Marino e il teatro delle ombre


C’era una volta un cavalluccio marino, che viveva in fondo al mare.
Cavalluccio era un simpaticone e faceva sempre ridere tutti i suoi amici con le sue barzellette e con i suoi scherzi, ma non era mai riuscito a far ridere suo fratello maggiore Cavallone.
Cavalluccio le provava proprio tutte per far ridere suo fratello, scherzi, battute, giochini indovinelli, ma niente. Cavallone era proprio un musone, se ne stava sempre per conto suo e non si degnava neanche di rispondere con un cenno del capo.
Per Cavalluccio era diventata una sfida: doveva assolutamente far ridere suo fratello!
Così un giorno, dopo innumerevoli tentativi non riusciti si era inventato una novità: un teatrino delle ombre!
Aveva preparato un piccolo palco con delle alghe, tutta una bella coreografia con delle conchiglie colorate e si era anche inventato una storia divertente: di due fratelli che bisticciavano e ne combinavano di tutti i colori.
Aveva proprio organizzato tutto, con l’aiuto di alcuni amici aveva deciso di fare una sorpresa a Cavallone, che si sarebbe trovato di fronte al palco e non avrebbe potuto evitare di vedere lo spettacolo delle ombre che Cavalluccio aveva preparato.
Finalmente il gran giorno era arrivato: Cavalluccio era emozionatissimo quando suo fratello arrivò tutto musone come al solito all’ora prevista. Lo fece accomodare tutto riguardoso su una bella roccia proprio di fronte al palcoscenico, gli offrì un buon steccalecca di alghe da sgranocchiare e iniziò lo spettacolo.
Cavalluccio iniziò raccontando l’introduzione alla storia, poi procedette orientando le luci e iniziò lo spettacolo con le ombre, ma fu proprio a questo punto che successe l’imprevisto a cui Cavalluccio non aveva proprio pensato: le ombre si fanno con le mani! E voi bambini avete mai visto un Cavalluccio marino con le mai? No di certo! 
Ed infatti neanche il nostro caro Cavalluccio le aveva, e quindi iniziò a contorcersi in mille smorfie e posizioni, cercando di proiettare le ombre nel teatrino, ma il risultato era davvero deludente! Cavalluccio iniziò a dimenarsi disperato, sicuro del fallimento della sua bella idea! Faceva dei gesti con la bocca e muoveva la coda spasmodicamente e per aiutarsi faceva dei versi come:”grrrr, wooooo, argggg...” 
E fu proprio allora che successe l’incredibile: Cavallone che stava guardando annoiato lo spettacolo si fermò a guardare suo fratello impegnato nel tentativo incredibile di fare le ombre senza le mani e iniziò a ridere!
Prima rideva un pochino, ma poi data la scena davvero comica che vedeva Cavalluccio impegnato in mille contorsionismi senza esito, iniziò a ridere tanto forte e tanto di gusto! Rideva e rideva, così tanto da farsi venire le lacrime agli occhi!
Stupefatti tutti i pesci del mare si avvicinarono per vedere quel grande evento: Cavallone rideva! E rideva davvero di gusto!
Anche Cavelluccio a questo punto iniziò a ridere e ridere, così la bella sorpresa finì nel migliore dei modi: una grande risata per tutti!