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Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Il Cioccolato che fa Bene - David Wolfe, Shazzie

giovedì 30 luglio 2009

IL CAMMELLO GELSOMINO

Storiella della buona notte- IL CAMMELLO GELSOMINO

C'era una volta


in un paese lontano lontano chiamato Deserto un Cammello: Gelsomino era il suo nome!

Il cammello Gelsomino viveva felice assieme ad altri cammelli, girovagando tra le varie oasi del deserto.

Il cammello Gelsomino aveva però un bel problemino: non sopportava il caldo! e potete ben immaginare per un cammello che vive nel deserto deve essere un bel problema! Gli altri cammelli erano gentili con lui: ogni tanto lo sventolavano con qualche palma, gli laciavano sempre il posto più all'ombra nell'oasi , ma potete ben immaginare che nel deserto non è che i posti freschi e all'ombra siano poi così tanti!
Gelsomino era sempre tutto sudato, camminava lento lento e il peggio era quando doveva spostarsi tra un oasi e l'altra con gli altri cammelli. Immaginate giorni e giorni di cammino sotto al sole cocente!
Gelsomino era davvero disperato, ogni volta che il capo dei cammelli diceva -Fate i bagagli ragazzi che partiamo per una nuova oasi- Gelsomino piangeva disperato!
Ci voleva un idea!
Allora il cammello Gelsomino decise di andare in città, affrontò giorni e giorni di duro cammino sotto al sole cocente fino ad arrivare in città.
Ora un cammello che passeggia tranquillamente al mercato a fare spese è strano... magari non è strano nelle fiabe, o nelle storie per bambini, ma vi assicuro che nella realtà io un cammello che passeggia nella mia città non l'ho mai visto! E neanche tutta la gente che viveva in quella città aveva mai visto un cammello al mercato! Così i bambini lo guardavano e scappavano, le donne strillavano impaurite, e gli uomini agitavano le mani per farlo allontanare!
Povero Gelsomino!
Ad un certo punto gli si avvecinò un vecchietto, che non ci vedeva neanche tanto bene, ma che sapeva parlare benissimo in cammellese e gli chiese che cosa cercava in città.
Gelsomino, stanco e sfiduciato, raccontò tutta la sua storia al vecchietto, di come soffrisse il caldo e di quanta strada aveva fatto per arrivare in città. Così il vecchietto decise di aiutarlo: gli comprò un bel cappello e un ombrello parasole, un Bel paio di occhiali da sole e un ventaglio!
Gelsomino ringraziò molto il suo nuovo amico! Tornò felice nell'oasi in mezzo al deserto dove lo aspettavano gli altri cammelli e questa volta il caldo del viaggio fù più sopportabile!

martedì 28 luglio 2009

Fiabe per bambini - IL LEONE CON IL MAL DI DENTI



IL LEONE CON IL MAL DI DENTI

Nel mezzo della savana abitava un grosso Leone, con una bella criniera vaporosa e con il pelo morbido morbido. Il Leone era il Re indiscusso del suo territorio di leone, aveva un albero tutto suo vicino ad una grande roccia, dove poteva schiacciare un bel pisolino quando faceva troppo caldo e aveva la precedenza su tutti gli altri animali quando andava a bere nella pozza dell'acqua! Le Leonesse, sue dipendenti per quanto riguarda la gestione della cucina, eranon delle perfette cacciatrici e gli procuravano sempre i bocconi migliori!

Ma un giorno, mentre mangiava il suo piatto preferito, un ossicino spigoloso gli si conficcò sulla gengiva!
Hai hai che dolore!
Il Leone ruggì forte! Poi iniziò a grattarsi la gengiva con la zampona, sperando di riuscire a levare l'ossicino conficcato! Ma a nulla valsero tutti i suoi tentativi! Allora provò a spingere forte con la lingua, ma nulla! Persino le Leonesse ad una ad una cercarono di togliere l'ossicino conficcato nella gengiva... Niente!
Povero Leone era davvero disperato! Se ne stava accucciato tutto il giorno vicino alla pozza dell'acqua, non riusciva a mangiare e il solo sollievo che aveva era quando beveva un po' d'acqua fresca ! I giorni passavano e il povero Leone stava sempre peggio!
Decise allora che non c'era altra soluzione se non quella di andare dal dentista!
Chiese informazioni alla giraffa che ra una gran chiacchierona e sapeva sempre di tutto e di tutti e alla fine si diresse verso la zona nord della savana, dove esercitava il dentista più bravo di tutti!

Quando arrivò all'ambulatorio il Dottor Schimmietta lo fece sdraiare con la bocca ben aperta e usando solo le sue esperte manine e la sua proverbiale pazienza riuscì a togliere l'ossicino incastrato nella bocca del povero leone.

Il dottore consigliò al Leone, per evitare che il brutto inconveniente potesse nuovamente ripetersi, di mangiare frutta e verdura e raccomandò di lavarsi i denti almento tre volte al giorno!
Leone era molto contento di aver risolto! Ringraziò il dottore e tornò felice a casa fischiettando.
Da quel giorno Leone non mangiò mai più cose con ossicini, si lavò regolarmente i denti e visse felice e contento per molti e molti anni!

domenica 26 luglio 2009

Fiabe per bambini - LA MAMMA HA MAL DI TESTA!

Qualche giorno fa' Mamma si era svegliata con un grandissimo mal di testa!
Povera Mamma, aveva gli occhi infossati e il viso pallido pallido! Non era proprio una bella giornata! Per fortuna Papà era a casa quel giorno e poteva occucarsi dei bambini!
Mamma aveva provato ad alzarsi dal letto, ma non era proprio stata capace di far nulla e alla fine era stata costretta a coricarsi nuovamente!

Allora Bambina Grande e Bambino Piccolo avevano pensato di essere molto più bravi del solito e di fare qualcosa di carino per Mamma.

Bambina Grande, che per l'appunto era più grande, stese ad asciugare la biancheria, si occupo' di riordinare la sua camera e quella di suo fratello, pulì un pochino il bagno e aiutò Papà a passare l'aspirapolvere.


Bambino Piccolo, che appunto era piccolo e quindi era capace più a far disordine che a riordinare, fece comunque un grande sforzo per aiutare Mamma e raccolse i suoi giochi dal salotto e li mise dentro alle ceste! E quando fù l'ora aiutò sua sorella a preparare la tavola!


Papà per pranzo preparò il suo sughetto speciale per la pasta, quello con l'ingrediente segreto che piace a tutti! E così a mezzogiorno Mamma potè rimanere tranquillamente a letto a riposare!


Quando fu' l'ura del riposino Bambino Piccolo andò a letto senza neanche un capriccio e alle quattro Bambina Grande preparò la merenda con pane e marmellata, proprio come faceva di solito la Mamma.

Quando arrivò la sera Mamma finalmente si svegliò, il mal di testa era passato e quindi decise di alzarsi dal letto.

Scese le scale e scoprì con felicità che la casa era bella in ordine e profumata, perchè i suoi bambini erano stati bravissimi!

Mamma abbracciò Bambina Grande e Bambino Piccolo e diede loro un gran bacio!

Mamma quel giorno si sentì davvero la mamma più più fortunata di tutto il mondo!

venerdì 24 luglio 2009

IL PIPISTRELLO CHE VOLEVA ANDARE IN VACANZA

C'era una volta un pipistrello che come lavoro faceva il cacciatore di zanzare.
Viveva vicino ad una pozza d'acqua in una casetta per pipistrelli che qualcuno gli aveva gentilmente regalato.
Il suo lavoro consisteva nell'uscire dalla sua bella casetta per pipistrelli quando il sole cominciava a tramontare, cacciare zanzare tutta la notte e poi rientrere felice per schiacciare un pisolino quando iniziava ad albeggiare.
In effetti era molto bravo nel suo lavoro, il migliore dei cacciatori di zanzare di tutta la pozza d'acqua! Tutte le zanzare erano terrorizzate quando lo vedevano uscire all'imbrunire dalla sua casetta, e cercavano di stargli ben alla larga!
Pipistrello era molto orgoglioso di se', ma aveva un desiderio: andare in vacanza!
Non si era mai allontanato dalla pozza d'acqua, ma aveva sentito molto parlare altri pipistrelli di un bel posto, vicino alla montagna, dove c'era una grotta molto grande buia e umida! Un vero paradiso per pipistrelli!

Pipistrello sognava ogni giorno mentre dormiva della sua casetta di andare a visitare la grotta delle vacanze, appendersi a testa in giù e godersi l'umidità!

Una notte, mentre era a caccia come sempre, andò a sbattere contro un tronco d'albero! per fortuna stava volando piano e non si fece molto male! Gli uscì solo un bel bernoccolo proprio tra le orecchie appuntite!
Mentre cercava di tornare alla sua casetta iniziò a piovere a dirotto e così si prese anche una bella lavata!

La notte seguente, ancora intontito dal bernoccolo e con un bel raffreddore non gli riuscì di caccire nemmeno una zanzara! Basta! Era proprio stanco e aveva bisogno di una vacanza!

Andò dal capo dei pipistrelli della pozza e si fece dare due settimane di ferie, fece la valigia e partì immediatamente!
In qualche ora di volo in direzione montagna arrivò alla famosa grotta! Era davvero fantastica! Buoia, umida e muschiosa proprio come l'aveda desiderata!
Si trovò un bel cantuccio tra le roccie spigolose del soffitto, si aggrappò comodamente a testa in giù, e dormì, dormì e dormì tranquillo tranquillo come non aveva mai fatto!
Evviva le vacanze!


mercoledì 22 luglio 2009

IL CANE E IL GATTO

Il Cane e il Gatto

C'erano una volta un cane e un gatto che vivevano nella fattoria. Care era un cucciolotto molto carino, con il pelo bianco e marrone. Era un vero monello e ne combinava di tutti i colori.

Se la contandina stendeva al sole il bucato lui subito andava ad agrapparsi alle lenzuola e agli strofinacci e li trascinava per tutta l'aia. Se il contadino seminava nell'orto, subito Cane andava a scavare e rosicchiava tutte le piantine. Se i bimbi di casa dimenticavano fuori dalla porta le ciabatte ... non rimanevano che pochi miseri brandelli!

I padroni erano davvero disperati, sgridavano Cane tutto il giorno, ma non ottenevano nessun risultato, Cane era un cucciolo troppo vivace, un cucciolo davvero monello!

Allora la padrona decise di andare da Gatto, che abitava nella fattoria da molti anni, ed era il più affidabile e serio di tutti gli animali della fattoria! Chiese: -Mi scusi signor Gatto, avrei bisogno del suo aiuto. Cane è davvero troppo biricchino e combina troppi malanni, ho bisogno di un animale serio e responsabile come lei che gli insegni un po' di buona educazione!
Gatto, che era un po' pigro, ma molto molto responsabile, si alzò, si stiracchiò e andò da Cane. Con molta molta pazienza gli spiegò come ci si doveva comportare nella fattoria, ma Cane per tutta risposta gli mordicchiò la coda!
Gatto era davvero molto molto arrabbiato per questo! Mai nessuno nella fattoria era stato così impertinente da mordergli la coda! Allora decise di ricorrere alle maniere forti!
Per i giorni avenire Gatto seguiva Cane tutto il giorno e tutta la notte silenzioso e senza farsi notare e ogni volta che Cane stava per combinare un malanno, Gatto si parava davanti al suo naso, arruffava tutto il pelo e soffiava forte come solo un gattone della sua esperienza sa' fare!
Faceva davvero molta paura! Cane, che era pur sempre un cucciolo, si spaventava davvero moltissimo! Scappava nella sua cuccia tremando!
In pochi giorni Cane imparò quello che si poteva e quello che non si poteva fare nella fattoria! Padrona per festeggiare cucì un bel cuscino da nanna a Gatto, così poteva riposare felice al calduccio vicino al caminetto, e regalò un bell'osso succulento a Cane! Da quel giorno regnò di nuova la pace nella fattoria!


domenica 19 luglio 2009

Fiaba della Fatina Brontolina



La Fatina Brontolina




La Fatina Brontolina viveva felice in una piccola casetta di legno nel mezzo del bosco dei 1000 alberi verdi. La sua casetta era piccola ma accogliente, con un bel letto comodo e un cuscino morbido per fare la nanna.


Tutte le sere la Fatina Brontolina, quando arrivava l'ora di fare la nanna, beveva una bella tazza di latte caldo con i biscotti e un bel cucchiaione di miele, poi si lavava i denti con cura, indossava il suo bel pigiama, faceva la pipì, diceva buona notte a tutti i 1000 alberi verdi e si coricava. In qualche secondo era già addormentata, e fino al suono della sveglia non la svegliava nessuno!


Ma la fatina Brontolina aveva un gran brutto difetto! Russava! Russava forte, come un trombone! E questo suo incessante russare teneva svegli tutta la notte i 1000 alberi! Tanto che queste povere creature al mattino avevano tutte le foglioline abbassate e alcuni di loro erano davvero intrattabili!


Effettivamente notte dopo notte il russare della Fatina Brontolina era diventato sempre più forte e tutte le creature del bosco si lamentavano. Mamma coniglietta aveva esaurito tutte le fiabe e le storie da raccontare ai suoi coniglietti nella speranza di farli addormentare, ma rrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrroooooooooooooonnnnnnnnfffffffffff non c'era propito verso con tutto quel rumore!!!!!


Allora tutti i 1000 alberi e tutti gli animali una notte si riunirono sopra alla collina vicino alla cascata per decidere come affrontare questa catastrofe! GrandeAlberoVerde propose di tener sveglia Fatina a turno, così che tutti gli altri potessero riposare; PiccolaErbetta propose di mettere una molletta sul naso di Fatina; MuschioUmidiccio voleva adirittura cacciarla dal bosco!


Per fortuna alla fine dell'assemblea prevalse la bontà di tutti gli abitanti del bosco!


Al mattino seguente tutti insieme si recarono da Fatina Brontolina, le spiegarono con calma e gentilezza che il suo russare notturno era davvero insopportabile e che era necessario trovare una soluzione. Naturalmente Fatina Brontoloò moltissimo, disse che lei non russava, che se avesse russato se ne sarebbe sicuramente accorta!, che le signore non russano.... ma alla fine dovette per forza capitolare!


Sempre brontolando estrasse la sua bacchetta magica e Abra cadabra.... fece un incantesimo alla sua camera da letto! Le pareti diventarono spesse spesse e avevano delle piccolissime e invisibili campanelle che mangiavano il rumore del russare!


Quella notte Fatina Brontolina quando arrivavò l'ora di fare la nanna, bevette una bella tazza di latte caldo con i biscotti e un bel cucchiaione di miele, poi si lavavò i denti con cura, indossò il suo bel pigiama, face la pipì, disse buona notte a tutti i 1000 alberi verdi e si coricò.... e.... SILENZIO! Fialmente nel bosco regnava il silenzio!


Da allora tutte le notti trascorsero serene e silenziose e i 1000 alberi riuscirono a dormire felici e contenti!




venerdì 17 luglio 2009

LA CIPOLLA BALLERINA




C'era una volta una bella cipolla, grande e grossa che viveva nell'orto della nonna.


A Cipolla piaceva molto stare stesa al sole e bere l'acqua fresca che tutte le sere la nonna le dava.


Aveva molti amici, Carota, Pomodoro e soprattutto Zucchina, con cui andava molto d'accordo. Gli ortaggi passavano la giornata felici in mille chiacchere, e non si annoiavamo mai! Cipolla era davvero una mattacchina e faceva ridere tutti con le sue barzellette e i suoi giochini.


Un bel giorno si inventò, per far ridere i suoi amici, di fare un balletto!


Così spostò il suo bel ciuffo, alzò le corte radicine e... iniziò a piroettare in mezzo all'orto come una vera ballerina!


Tutte le verdure dell'orto iniziarono a battere le foglioline e le radicine a tempo di musica, ridevano e cantavano felici!

Cipolla era davvero brava, piroettava tra l'insalata e i porri come una professionista!

Ma haime' salta e risalta ad un certo punto iniziò a sbucciarsi!

Solo un pochino.... ma.... si sa' quando si sbucciano le cipolle... gli occhi lacrimano!

Tutte le verdure dell'orto iniziarono a piangere, piangere e piangere! Lacrimoni grossi grossi, e avevano tutti gli occhi rossi!

E tutti gridavano: -Basta basta Cipolla!-

Quando Cipolla si accorse del danno era ormai troppo tardi! Tutto l'orto era ormai bagnato dalle lacrime della verdura!

Da quel giorno Cipolla non ballo' mai più, ma si specializzò nel raccontare barzellette sui Cavolfiori e sui Broccoli!



martedì 14 luglio 2009

Il Principe Antonio e il Drago





C'era una volta,
in paese lontano lontano un castello bianco, con tante torri alte alte e con i tetti rossi e blu.
In questo bel castello bianco abitava un giovane principe: il suo nome era Antonio.
Il principe Antonio abitava in questo grande castello tutto solo!



In una notte buia e tempestosa bussò alla sua porta una vecchia strega che chiedeva ospitalità per la notte; il principe di animo nobile e gentile non se la sentì proprio di lasciare la povera vecchia strega sotto la pioggia per tutta la notte, così la fece entrare e la ospitò nella sua stanza migliore!



Il mattino seguente la vecchia strega per ringraziare il giovane principe della sua splendida ospitalità gli regalò un grosso UOVO!!! He già... proprio un uovo!



Il principe accettò tutto sorridente, gentile come sempre, ma nel frattempo pensava: -che cosa me ne farò poi di questo uovo gigante? magari ne farò una bella frittata, domani però, perchè oggi ho già il pasticcio pronto!-


Così appoggiò l'uovo in un cestino in cucina, vicino al caminetto, con l'intento di farci una bella frittata e andò tutto felice e molto solo a mangiare il suo pasticcio!


La mattina seguente quando si svegliò e entrò in cucina per fare colazione .... SORPRESA!!! L'uovo si era schiuso al suo posto c'era un piccolo draghetto!!!!


Antonio inizialmente era un po' spaventato! Non sapeva bene cosa fare! Certo avrebbe dovuto rinunciare alla sua frittata!


Poi guardandolo per bene si accorse che il cucciolo di drago era piuttosto carino, con le sue zampine unghiose, i dentini a trichechino e le alucce spellacchiate!


Decise di tenerlo!


Antonio costruì una bella cuccia al suo draghetto, in salotto, proprio vicino al caminetto. Diventarono molto amici, stavano sempre insieme e finalmente il principe era felice perchè aveva un amico che gli faceva compagnia in quel grande castello!


Ma il drago cresceva a dismisura e ben presto nella sua cuccia non ci stava più, allora Antonio gli costruì una cuccia più grande!


Ma il drago continuava a crescere ed in autunno imparò anche a SPUTARE FUOCO!!!


Il fatto che il drago sputasse fuoco era inizialmente un bel vantaggio! Quando c'era da accendere il caminetto il drago sfiammeggiava e in un secondo il camino ardeva, se c'era da fare il barbecue tanto meglio... in pochi istanti ecco un mel mucchietto di braci ardenti!


Il problema arrivò quando Drago prese il raffreddore!
Al primo starnuto incendiò il divano! Poi toccò all'armadio e una notte, mentre Drago correva in camera del principe Antonio per chiedergli un fazzoletto per soffiarsi il naso... uno starnuto incendiò il letto! Per fortuna che Antonio fù pronto a saltare giù dal letto altrimenti rischiava di finire carbonizzato!


Basta così proprio non si poteva continuare! Il drago cominciava ad essere proprio troppo grande per restare in casa e anche troppo pericoloso! Così, dopo averne parlato a lungo Drago e Antonio decisero che era meglio per tutti se Drago andava ad abitare in giardino! E così fù!


Drago si trasferì con tutte le sue cose sotto alla grande quercia vicino al fiume. Ma già la prima sera il principe Antonio era disperato! Di nuovo tutto solo nel suo grande castello! Così prese una decisione: prese il suo sacco a pelo e si trasferì sotto alla quercia assieme al suo amico!


Così vissero insieme per molti e molti anni felici e contenti.